Bellavista Country, residence / villaggio a Marina di Camerota
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Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Il Parco Nazionale del Cilento è, per estensione, il parco più grande d'Italia. Quest'area protetta è ricca di boschi secolari e di sentieri millenari. E' anche un continuo alternarsi di mare e colline,di meravigliosi paesaggi e paesi arroccati sulle cime dei monti o adagiati su pianure verdeggianti o sulle coste bagnate dal Mar Tirreno.Da ogni paese del parco,e in qualsiasi periodo dell'anno,è possibile effettuare escursioni in una incantevole oasi naturalistica,dove non si può non restare affascinati dal delicato ecosistema dei fiumi Tanagro e Calore,dalle sorgenti minerali di Montesano e dalle formazioni carsiche del Cervati. Il profumo della macchia mediterranea (mirto,rosmarino,lentisco) è presente ovunque, e la Primula di Palinuro,ritenuta dai botanici una rarità biologica, è il simbolo del Parco. Il territorio che affaccia sul mare è ricco di grotte a pelo sull'acqua,una delle più belle è la grotta Azzurra, nota per il suo singolare gioco di luci che rende il fondale di varie gradazioni di blu. Da visitare anche le grotte del Pozzallo e di Cala Bianca da visitare in barca. Famosissima,e da non perdere,la Baia degli Infreschi.nota per le sue numerose vene di freschissima acqua dolce,nascoste sotto la sabbia e conosciuta per la sua fitta vegetazione di olivi secolari,querce,lecci ed una bassa macchia mediterranea.



Il borgo medievale di San Severino

Attualmente, il vecchio Borgo è meta di un notevole flusso turistico, proveniente in gran parte da villeggianti in vacanza a Marina di Camerota e Palinuro; alcune associazioni si occupano della sua tutela con la collaborazione del Comune di Centola.

Il fascino delle rovine del borgo è impareggiabile. L'antico insediamento situato su un colle che affaccia sulla valle del Mingardo risulta diviso in due parti dalla forma sellare della cima. Da una parte, infatti, troviamo la zona del castello e della chiesa,a e dall'altra, la zona delle abitazioni civili. Nel periodo estivo e non solo, sono diverse le manifestazioni e i momenti di aggregazione organizzati dall'associazione e finalizzati alla valorizzazione del luogo. Da segnalare la rinomata sagra del prosciutto paesano che si svolge nel periodo di agosto nella piazza antistante la Chiesa di Santa Maria degli Angeli di San Severino di Centola e il presepe vivente del periodo natalizio.



L'acropoli greca di Velia

L'antica città di Elea, che deriva il suo nome dalla sorgente locale Hyele, fu fondata intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell'attuale Turchia, occupata dai Persiani. La città, nota nel V sec. soprattutto per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della famosa scuola filosofica eleatica, raggiunge un periodo di grande sviluppo in età ellenistica e in gran parte dell'età romana (fine IV a.C. - V sec. d.C., quando il suo nome viene modificato in Velia. Con il Medioevo l'abitato si ritira sull'Acropoli, dove viene costruito un castello. Le strutture architettoniche della città antica sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e di rigogliosi uliveti costituendo uno splendido connubio tra archeologia e natura. Per questo motivo, con la L. regionale n.5 del 8.02.05, è stato istituito il Parco Archeologico di Velia che ha potuto usufruire di cospicue risorse con fondi nazionali ed europei che hanno permesso la ripresa della ricerca archeologica affiancata dal restauro dei principali monumenti.



Gli scavi di Paestum

Fondata dai greci intorno al 600 a.E.V., si chiamava inizialmente Poseidonia, da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la città era stata dedicata. Tra il 400 e il 273 avanti fu occupata dalla popolazione italica dei lucani. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Ma è indubbio che la fondazione della città fosse preceduta dall'impianto di una fattoria commerciale sulla sponda sinistra e presso la foce del fiume Silaros e che le condizioni malariche del terreno indussero poi i primitivi coloni a spostare il centro abitato verso oriente, su un banco calcareo leggermente rialzato sulla pianura e sul litorale, lungo il corso di un'altro fiume minore (fiume Salso o Capofiume). Dall'impianto primitivo sul Silaros sviluppò il porto marittimo e fluviale della città e presso di esso sorse il Tempio di Era Argiva, che diventò presto uno dei più grandi e venerati santuari dell'Italia antica: circa 50 stadi separavano la città dallo Heraion e dal suo emporio sul fiume.La fine dell’Impero Romano coincise grosso modo con la fine della città. Verso il 500 E.V., infatti, in seguito ad un’epidemia di malaria, aggravata dall’insalubrità del territorio, gli abitanti gradualmente abbandonarono la città. La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada moderna che l’attraversa tuttora.

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Marina di Camerota, località Teano
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